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LE GRANDI DEMOLIZIONI: IL RELITTO CONCORDIA

La più grande nave da crociera mai naufragata. Un manufatto profondamente compromesso. Una struttura di dimensioni considerevoli. Queste le criticità di uno dei più significativi progetti di demolizione degli ultimi anni in Italia. La storia del Relitto Concordia rimarrà, indelebile, nella memoria di molti italiani.

Fratelli Omini è stata scelta per questo progetto di demolizione altamente critico. Un’operazione che richiedeva la massima precisione. L’impresa, specializzata in grandi demolizioni industriali e civili, ha saputo gestire ogni dettaglio con riservatezza e puntualità.

Clicca sotto per vedere il video ufficiale di presentazione del progetto
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DEMOLIZIONI NAVALI

ACCURATA GESTIONE LOGISTICA E TECNICA

La Concordia è la più grande nave da crociera mai affondata: 114.500 tonnellate, 290 metri di lunghezza (il Titanic ne misurava 269) per un’altezza di 35,5 metri.

Fin dal primo momento, lo staff dell’impresa ha avuto la sensazione di doversi misurare con un progetto unico. Una demolizione navale di colossale portata, dall’enorme impatto emotivo. Una delle grandi demolizioni più rilevanti degli ultimi anni in Italia, anche perché tutti gli attori coinvolti nel recupero e nello smantellamento del Relitto sono realtà d’indiscussa professionalità.

Un’operazione complessa anche dal punto di vista strettamente tecnico. Grande impatto hanno avuto gli aspetti legati alla delicatezza strutturale del Relitto. Accurata doveva essere la gestione logistica di importanti quantità di materiale in spazi ristretti, sia a bordo nave che in banchina, in presenza di realtà produttive attive confinanti.

Le scelte tecniche operate da Fratelli Omini, specializzata in grandi demolizioni, hanno beneficiato dell’esperienza maturata su progetti di decommissioning dei siti industriali italiani più delicati. Le lavorazioni sono state svolte all’interno dell’area portuale di Genova.

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GRANDI DEMOLIZIONI

I DATI TECNICI DEL PROGETTO

L’appalto è stato diviso in due step: il primo comprendeva la demolizione e rottamazione off-shore dei ponti del Relitto, dal 14° al 2°, oltre allo smontaggio e alla demolizione di alcuni cassoni di galleggiamento (sponsons).

Il secondo step, on-shore, ha visto la demolizione e rottamazione delle strutture restanti, compreso lo scafo all’interno di un bacino di carenaggio.

Alcuni numeri del progetto:

  • 22 mesi di lavorazione;
  • 45.000 tonnellate di ferro demolito e mandato a recupero;
  • 280 trasporti tramite chiatte e pontoni dalla portata media di 700 tonnellate;
  • 450 riunioni formative interne;
  • 400 riunioni di sicurezza e coordinamento con le numerose imprese coinvolte, ognuna per le proprie attività.

 

Per grandi demolizioni, occorrono notevoli abilità e un’ottima capacità di adattamento al contesto. La demolizione del Relitto Concordia è stata una sfida decisamente stimolante. Fratelli Omini ha potuto apprendere che le soluzioni tecnologicamente semplici, sapientemente combinate e orchestrate, in contesti di difficile implementazione rappresentano la risposta corretta anche al progetto più arduo.